Lavori in nero: perché il risparmio è solo apparente

"Senza fattura costa meno": è la frase che si sente più spesso quando si cerca qualcuno per un lavoro in casa. Sul momento sembra un affare. Nella pratica, il conto arriva dopo.
1. Perdi la detrazione fiscale
Per i lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria sull'abitazione principale, nel 2026 puoi detrarre il 50% della spesa, il 36% sulle altre abitazioni, fino a 96.000 euro per unità e in 10 anni. Serve però la fattura e il pagamento con bonifico "parlante". Senza fattura, la detrazione non c'è: su un bagno da 12.000 euro sono 6.000 euro che lasci sul tavolo.
2. Gli impianti restano senza certificazione
Per impianti elettrici, idraulici, gas e riscaldamento il D.M. 37/2008 richiede un'impresa abilitata, che alla fine dei lavori rilascia la dichiarazione di conformità. Senza questo documento puoi avere problemi con allacci, vendita o affitto dell'immobile e con l'assicurazione in caso di danni.
3. Se qualcuno si fa male, è un problema anche tuo
Il Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008) chiede anche al committente privato di verificare l'impresa a cui affida i lavori: per i piccoli cantieri bastano visura camerale, DURC e un'autocertificazione. Chi lavora in nero non può darti nessuno di questi documenti.
4. Nessuna garanzia reale
Il Codice civile prevede una garanzia sui lavori (articoli 1667 e 1669). Ma per farla valere devi sapere chi ha lavorato e poterlo rintracciare. Senza contratto né fattura, se dopo sei mesi il piatto doccia perde, sei solo.
5. Le macerie finiscono dove non dovrebbero
I materiali di demolizione sono rifiuti che vanno portati in impianti autorizzati. Chi lavora in nero spesso li abbandona, e il problema può tornare a chi ha commissionato il lavoro.
Abbiamo raccolto le regole principali in una pagina sola, con le domande da fare a chiunque entri in casa tua. Leggi "Lavori in regola".
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